Una guerra condominiale con tutti contro uno!
Presentazione
Il 6.11.24 ho inviato una mail
all’amministratore del super condominio Comparto PEEP 7.3, L.F.,
con la quale gli ho segnalato di aver saputo che per allargare i posti auto dei
condòmini, stavano studiando una soluzione che prevede di crearne
due davanti al passo carraio
di accesso al mio garage.
Per cui, per evitare quanto accaduto nel 2009, quando un condomino Ai Faggi ha
segnato abusivamente un posto auto che in alcuni casi mi impediva un’uscita
accettabile dal garage, gli ho esposto i miei timori ed ho chiesto di parlargli.
E lui il 14.11.24 mi ha risposto con un “Va bene, vedremo insieme.”.
Ma poi non solo non abbiamo mai visto insieme nulla, ma il 26.5.25, col verbale
dell’assemblea del 9.4.25, ha presentato una
SOLUZIONE che per allargare i posti auto di tutti i condòmini,
prevede proprio due nuovi posti davanti al passo carraio del mio garage ed
inoltre di spostare un posto auto davanti alla sua entrata, come risulta dai tre
rettangoli disegnati sotto il BLOCCO C della planimetria della
SOLUZIONE. E così ha fatto nascere un’aspettativa da parte dei
condòmini, perché loro credono che una proposta presentata dall’amministratore
sia giusta e realizzabile. Mentre io credo che sia un tentativo da parte loro di
derubarmi del mio diritto ad entrare agevolmente nel mio garage, per allargare
gratuitamente i loro posti auto. Quindi è iniziata “una guerra condominiale con
tutti contro uno”.
Invece, come mi è stato confermato da un avvocato ed un commercialista, per
realizzare la
SOLUZIONE bisogna effettuare una modifica del regolamento condominiale
contrattuale, per la quale serve il voto unanime dei condòmini, quindi anche il
mio voto che, naturalmente, non darei mai, per cui la
SOLUZIONE non risulta realizzabile. Infatti è proprio per impedire casi
di questo genere che la legge prevede l'unanimità.
E allora mi sono chiesto perché l'amministratore abbia presentato la proposta,
illudendo quindi i condòmini, almeno a mio parere, e facendo comunque scoppiare
una guerra condominiale.
Pertanto il 10.7.25 gli ho inviato una mail con la seguente domanda:
"Allo scopo di allargare i posti auto dei condòmini, lei ha proposto di
creare due posti auto proprio davanti al passo carraio di accesso al mio garage
e di spostarne un altro davanti alla sua entrata, come risulta dai tre
rettangoli disegnati sotto il BLOCCO C della SOLUZIONE allegata.
Ma dato che per realizzarla serve l'unanimità assoluta dei consensi, e quindi
anche il mio, che naturalmente non può aspettarsi di ottenere, come pensa sia
possibile realizzarla?"
L’11.7.25 l’amministratore mi ha inviato una mail, ma anziché rispondere alla
domanda, ha chiesto il rispetto della privacy (inizialmente in questo articolo,
che gli ho segnalato, avevo pubblicato i nomi), e cioè:
“Buongiorno signor Bruniera, voglia prendere nota che la pubblicazione di
nomi e cognomi e dati sensibili possono ledere il diritto alla privacy: di tanto
la informo per le eventuali azioni del caso nei suoi confronti, diffidandola fin
d'ora a ledere in qualsiasi modo tali diritti.”
Ed io gli ho risposto, tra l'altro:
"Dopo 27 anni di vita condominiale tranquilla, a causa della sua proposta sui
posti auto, è iniziata una guerra condominiale che durerà per sempre. Ma lei non
si preoccupa della guerra, ma della privacy!”
Il 15.7.25 l'amministratore mi ha risposto, dicendo, tra l'altro:
“La diffido inoltre dal diffondere e sostenere notizie errate tipo " che sono io
a fare proposte". Niente di più errato.”
Lo stesso giorno io gli ho risposto, dicendo, tra l'altro:
"Per quanto riguarda la sua affermazione che non è lei a fare proposte, a mio
parere se lei tesse gli elogi su tutto il lavoro svolto dall'autore e lo
ringrazia ("Quindi con tutte queste premesse è stato fatto un lavoro per il
quale si ringraziano i Consiglieri che si sono interessati, in particolare il
sig. B. che ha anche supportato tutto il lavoro con ripetuti schizzi,
soluzioni e proposte su cui riflettere: ... ") e poi presenta i suoi risultati,
significa che fa suoi i risultati e, quindi, la proposta.
Comunque credo di poter almeno dire che lei ha presentato quella proposta e che
quindi ritiene che possa essere realizzata, naturalmente legalmente.
Per cui modifico la domanda, come segue:
Allo scopo di allargare i posti auto dei condòmini, lei ha presentato la
proposta di creare due posti auto proprio davanti al passo carraio di accesso al
mio garage e di spostarne un altro davanti alla sua entrata, come risulta dai
tre rettangoli disegnati sotto il BLOCCO C della SOLUZIONE allegata.
Ma dato che per realizzarla serve l'unanimità assoluta dei consensi, e quindi
anche il mio, che naturalmente non può aspettarsi di ottenere, come pensa sia
possibile realizzarla?"
In pratica l'amministratore, anziché rispondere alla mia domanda, mi ha
contestato sulla privacy (per cui, dopo essermi informato ho sostituito i nomi
con le iniziali) e dicendo che non è stato lui a fare la proposta (ma l’ha
presentata). Pertanto almeno fino a quando non risponderà in modo preciso, debbo
ritenere che per lui la
SOLUZIONE sia realizzabile anche senza l’unanimità, perché se l’ha
presentata sapendo che io voterei contro, significa che ha ritenuto che non
serva l’unanimità.
Nel verbale dell’assemblea del 9.4.25 è stata allegata la
planimetria originale 1° atto di vendita, che è stata presentata come quella
dalla quale si debba partire per ridistribuire i posti auto ed io ho cercato di
contestarla sia in assemblea che nelle mie mail successive ma, come dimostrerò
più avanti, si tratta di un falso problema, perché ciò che conta è la
possibilità di realizzare la ridistribuzione senza l’unanimità, cosa che
l’avvocato ed il commercialista che ho consultato hanno escluso ma che
l’amministratore implicitamente sostiene.
In conclusione dato che la delibera all’unanimità non è ottenibile in quanto io
voterei contro, nel caso di delibera senza l’unanimità io dovrò impugnarla
affinché venga annullata, facendo cadere le aspettative dei condòmini e
mettendomeli contro, inasprendo così la guerra condominiale.
In ogni caso io mi sono rivolto ad un avvocato
direttamente (quindi senza passare per la Generali) per ottenere un rapido
intervento nel caso in cui l’amministratore voglia realizzare la
SOLUZIONE anche senza
la delibera dell’assemblea. Perché dato che non rispetta gli impegni e non
risponde alle domande, ho paura di poter trovarmi tre posti auto segnati davanti
al passo carraio ed al mio garage, improvvisamente, come è già accaduto nel 2009
per il caso del sopra citato posto auto abusivo.
Io ho più di 80 anni e da quando ne avevo
17 ho sempre lavorato, ed ancora ora sto svolgendo un’attività che mi fa
guadagnare discretamente, ed ho acquistato il mio appartamento, con tutti i suoi
diritti, naturalmente pagandoli adeguatamente. Ma ora l’amministratore vorrebbe
togliermeli per regalare dello spazio per i posti auto agli altri condomini.
Ma i miei condomini hanno acquistato i loro appartamenti con i posti auto di una
determinata larghezza e non hanno alcun diritto di allargarla a scapito del mio
diritto ad entrare agevolmente nel mio garage, che ho acquistato e pagato.
In breve i miei condòmini non hanno alcun diritto di togliermi i miei diritti e
quindi l’amministratore non ha alcun diritto di presentare proposte che lo
facciano.
Ma è giusto che io, assieme alla mia compagna, non possa vivere tranquillamente
nel mio appartamento i miei ultimi anni, ma debba subire tensioni e perdere
tempo e denaro, per difendere i miei diritti da un amministratore?
Ma l’amministratore rispetta il codice deontologico stabilito dall’Associazione
Nazionale degli Amministratori di Condominio (ANACI)?
Ed è per segnalare al mondo, ANACI compresa, questa ingiustizia, che ho
pubblicato questo articolo, anche in lingua inglese, nel mio vecchio sito
“trecimedilavaredo.ue”, che sto usando per diffondere i miei articoli di
astrofisica. Infatti l’articolo si può trovare usando il nome del sito, sia con
gli smartphone che con i tablet, tramite le App Safari, Crome e Google. Mentre
con i PC si può trovare solo tramite Crome. Ma poiché sto migrando gli articoli
dall’attuale sito ad un altro più compatibile con Google, in futuro si potrà
trovare anche digitando il titolo dell’articolo o parole chiave come “comparto
peep 7.3”.
Ma lo divulgherò anche tramite Twitter, nel quale ho un utente con centinaia di
follower, con il mio sito allacciato.
In merito alla giustizia civile, l’Italia è molto indietro rispetto al mondo occidentale, ma credo che questo caso contribuirà a farla andare indietro anche rispetto a tutto il mondo, com’è giusto che sia.
Ed ora qui di seguito racconterò la
storia, per chi avrà la pazienza di leggerla.
Storia
Il 28.5.1998 ho firmato l’atto di acquisto
di un appartamento del condominio Ai Tigli, che assieme ad altri tre condomìni
(Ai Carpini, Ai Faggi e Cometa (di proprietà dell’ATER Treviso)) fa parte del
supercondominio Comparto PEEP 7.3, situato a Treviso in via Mantovani Orsetti.
Poiché sono stato il primo ad impegnarmi ad acquistare un appartamento del
comparto, rischiando di perdere l’anticipo se il costruttore fosse fallito (come
infatti è accaduto per fortuna dopo la costruzione del condominio), ho potuto
scegliere il meglio (naturalmente pagandolo) e cioè un appartamento
relativamente grande all’ultimo piano e col sottotetto di proprietà esclusiva,
un garage doppio e due posti auto, uno accanto al garage e senza problemi di
misure ed un altro accanto ad un marciapiede e quindi con meno problemi di
misure degli altri.
Per cui non ho alcuna necessità di allargare i miei posti auto. Ma affermano di
averla i miei condòmini, anche se sapevano le misure dei posti auto quando hanno
acquistato i loro appartamenti. Ma ora, anziché acquistare un'auto con le
dimensioni adeguate, grazie all'amministratore vorrebbero far allargare i loro
posti auto, anche togliendomi la possibilità di un accesso accettabile al mio
garage.
Un antefatto a questo episodio, risale al
settembre del 2009, quando improvvisamente mi sono trovato un segno di un posto
auto sulla sinistra della fine della strada interna, vicino al passo carraio di
accesso al mio garage, che se occupato mi causa notevoli difficoltà soprattutto
in uscita, nel caso che il posto auto accanto al garage sia occupato (dovrei
fare un lungo tratto in retromarcia ad U, con scarsa visibilità).
In quell’occasione mi ero rivolto all’amministratore Ai Faggi, F.D., per
scoprire il nome dell’autore dei segni, perché intendevo denunciarlo in questura
presso la quale mi ero già informato, ma egli non mi ha fornito il nome e mi ha
risposto “che è stato ripristinato un posto macchina come da mappe originali
come posto di servizio usato prevalentemente dal condominio Ai Faggi”, mentendo,
come gli ho dimostrato nella risposta che gli ho inviato. Perché quel posto auto
non è mai esistito realmente ed il residuo di segno che si vedeva, era dovuto ad
una cancellazione mal riuscita di un posto auto segnato per errore, assieme ad
altri due vicini ad esso.
Poi mi sono rivolto all’amministratore del super condominio di allora, R.D., che
mi ha manifestato la sua intenzione ad intervenire a mio favore, per cui ho
preferito non fare la denuncia in questura. Il 28.10.11 gli ho consegnato anche
una
lettera a mano che dimostra che i residui di segno di quel posto auto erano
dovuti ad un errore, anche grazie ad una
foto del 2005. Comunque è risultato che il posto auto segnato abusivamente,
risulta anche nella planimetria allegata al regolamento condominiale, ma non è
citato nel regolamento, per cui l’amministratore l’ha definito come abusivo ed
ha diffidato l’autore, F.D., che intanto si era autodenunciato in
un'assemblea, a cancellare i relativi segni (assemblee
2011 e 2014), cosa che lui non ha voluto fare, ma senza subire alcuna
sanzione.
Poi i segni sono stati fatti cancellare dall’amministratore L.G., che gli è
succeduto dopo la sua rinuncia per motivi personali, ma quindi dopo più di 5
anni.
In conclusione chi ha commesso l’abuso non ha subito alcuna sanzione, mentre il
sottoscritto ha comunque subito i relativi disagi.
In quell’occasione, dato che ho rilevato alcune imprecisioni nella
planimetria allegata al mio atto di acquisto, l’ho corretta in modo tale che
riflettesse lo stato di fatto alla consegna degli appartamenti dei condomìni Ai
Tigli e Ai Faggi. Per cui ne ho ottenuta un’altra, che ho denominato come
planimetria di fatto e che riflette anche lo stato di fatto attuale, in
quanto non è stato mai modificato durante 27 anni, per cui la planimetria di
fatto risulta valida anche solo per usucapione. Rispetto alla planimetria
allegata al regolamento condominiale, tra l’altro, non contiene il segno del
posto auto abusivo, per cui risulta perfettamente compatibile col regolamento.
Poi l’ho allegata alla lettera del 28.10.11 all’amministratore R.D., ed il fatto
che sia lui che l’amministratrice successiva, L.G., abbiano agito per far
cancellare il posto auto abusivo, dimostra che l’hanno considerata valida.
In seguito la vita condominiale è scorsa tranquillamente anche perché
l’amministratrice L.G. svolgeva correttamente i suoi compiti, convocando
regolarmente le assemblee e inviando i relativi verbali entro i normali 10
giorni. Fino al 10.3.22 quando l’assemblea, su proposta del condomino F.P.,
ha nominato amministratore L.F. di Caorle, in quanto L.G. sarebbe stata
troppo ligia rispetto alle regole, tanto da non consentire ai condòmini di
cambiare da soli le lampadine dei lampioni dato che non sono assicurati contro
gli infortuni sul lavoro.
Comunque in quell’occasione io ho votato a favore della sua permanenza e l’ho
ringraziata del buon lavoro svolto. E non ero solo. E da allora le cose sono
cambiate, tanto che, per esempio, i verbali delle assemblee vengono inviati in
media dopo 39 giorni dal loro svolgimento, quindi dopo i 30 giorni entro i quali
si potrebbe ricorrere contro le delibere, cosa che dovrò tener ben presente alle
prossime assemblee.
Comunque i miei problemi attuali sono
iniziati durante l’assemblea del 5.6.24, quando il condomino Ai Faggi, R.D.,
cioè quello che aveva segnato il posto auto abusivo sopra citato, si è lamentato
che i posti auto assegnati al suo condominio sono meno larghi di altri e
l’amministratore ha promesso di fare delle verifiche.
In quell’occasione mi sono offerto di fornire planimetrie ed informazioni in mio
possesso in quanto, come ho scritto sopra, nel 2009 ho dovuto fare delle
ricerche per far cancellare il posto auto abusivo.
Però non sono stato contattato. Ma non ero preoccupato perché non ritenevo che
delle verifiche sui posti auto comportassero problemi per me.
Invece il 6.11.24 il mio condomino M.C. mi ha riferito che era stato
studiato un progetto per allargare i posti auto, che prevedeva due nuovi posti
davanti al passo carraio di accesso al mio garage, consentendomi di entrare solo
con estrema difficoltà e solo se il posto auto accanto al garage fosse stato
libero e, inoltre, mi ha detto che sono “segnato”, cosa che io ho interpretato
come un’”intimidazione” a non oppormi. Ma poiché io non accetto intimidazioni,
mi sono infuriato, tanto che ho deciso di non avere più a che fare con lui, dopo
26 anni nei quali siamo andati d’accordo.
Pertanto, per non rischiare di subire problemi simili a quello del posto auto
abusivo sopra citato, ho telefonato subito all’amministratore ed ho parlato con
una sua impiegata, che mi ha chiesto di mandargli tutta la documentazione in mio
possesso. Per cui gli ho inviato una mail con la copia della
lettera all’amministratore del 28.10.11 e ben 5 planimetrie, quella di fatto
compresa, ed ho chiesto di parlare con l’amministratore. Che mi ha promesso di
farlo con un “vedremo insieme”. Ma non l’ha mai fatto!
Ma poco dopo ho ricevuto una mail con la planimetria del progetto, dalla quale
risultava una soluzione meno invasiva di quanto mi era stato riferito, in quanto
i due nuovi posti auto sarebbero stati creati soprattutto in uno spazio
condominiale verde, in modo da consentirmi comunque un accesso accettabile al
garage anche se meno agevole (soluzione
aprile). Successivamente sono stato contattato anche dall’autore del
progetto, geometra G.B., condomino da poco, che mi ha illustrato la
soluzione. Ed in una mail che ho inviato all’amministratore l’1.4.25, ho
considerato le esigenze degli altri condomini ed ho espresso la disponibilità ad
accettare la soluzione, anche se solo dopo aver risolto il problema
dell’“intimidazione” che ho ritenuto di aver subito. Ma non sono stato
contattato.
Comunque il 9.4.25 è stata convocata un’assemblea nella quale doveva essere
discussa e poi poteva essere anche approvata una “Proposta di ridistribuzione
posti auto”, quella meno invasiva già citata sopra (soluzione
aprile), che prevedeva 5 nuovi posti auto che avrebbero consentito agli
altri di allargarsi. Ma essa non è stata neanche discussa, in quanto si è
dimostrata già da subito irrealizzabile per l’indisponibilità dell’ATER ad
accettarla.
E qui sono iniziati nuovi problemi per me!
Perché durante l’assemblea l’amministratore ha detto che avrebbe inviato ai
condòmini la planimetria allegata agli atti di acquisto del condominio Ai
Carpini, che poteva essere la
planimetria Ai Carpini che mi era stata consegnata nel 2009 dal suo
amministratore R.D.. Ed a partire da essa tutti avrebbero potuto fare proposte
per allargare i posti auto.
In particolare, per quanto mi riguarda, detta planimetria prevede due posti auto
proprio davanti all’entrata del mio garage, uno di larghezza adeguata ed un
altro di metà larghezza, che evidentemente sono stati segnati solo per
completare il numero dei posti auto previsti dal regolamento condominiale.
Durante l’assemblea del 9.4.25 io sono intervenuto per contestare la validità di
detta planimetria come di partenza per le modifiche dei posti auto, ed ho
proposto quella di fatto, ma l’amministratore ha ignorato il mio intervento, che
comunque è stato recepito dal presidente dell’assemblea, G.B..
Ma già il giorno successivo il consigliere F.P., che partecipa agli studi
per la ridistribuzione dei posti auto, mi ha riferito che dopo l’assemblea era
stato deciso di creare i due nuovi posti auto davanti al passo carraio, in
quanto la soluzione meno invasiva era troppo costosa e che io avrei dovuto
accettare. Per cui ho scritto all’amministratore per dirgli che ero “stufo di
subire intimidazioni e pressioni” e per segnalargli la mia contestazione in
assemblea, precisando anche che in base alla planimetria da lui considerata come
di partenza, due posti auto non avrebbero consentito l'accesso al mio garage. Ma
non ho ricevuto alcuna risposta.
A quel punto ho parlato con la consulenza legale “Pronto Avvocato” della
Generali, con la quale ho in corso una polizza per la protezione legale, che mi
ha riferito che nel mio caso la planimetria da considerare come valida per le
modifiche, è quella allegata al mio atto di acquisto. E poi mi ha consigliato di
inviare una PEC all’amministratore per invitarlo ad inserire il mio intervento
nel verbale dell’assemblea. Cosa che ho fatto il 15.4.25 precisando quanto
segue:
“Nel mio intervento ho contestato quanto sostenuto dal geometra G.B. e
cioè, se ho capito bene, che la planimetria valida per (la ridistribuzione?) dei
posti auto, sia quella allegata ai contratti di acquisto degli appartamenti del
condominio Ai Carpini, che è stato il primo ad essere costruito.
Comunque io ho sostenuto che la planimetria valida per i condomini Ai Tigli e Ai
Faggi, sia quella che riflette la situazione di fatto al momento dell’acquisto
degli appartamenti, e cioè 27 anni fa, e che non è stata mai modificata.”.
L’amministratore mi ha risposto il 18.4.25 con una PEC, dichiarandosi
disponibile ad inserire il mio intervento, ma insistendo sulla validità della
“sua” planimetria, giustificandolo che “se al primo atto è stato allegato una
planimetria tutti i successivi necessariamente devono rifarsi a quello” e
dicendomi di verificare.
A mia volta gli ho risposto il 22.4, 23.4 e 26.4, affermando, tra l’altro, di
aver fatto la verifica, ma che sia un legale che un commercialista mi hanno
assicurato che la planimetria di partenza valida è quella allegata al mio atto
di acquisto. Ma l’amministratore non ha risposto.
Comunque il 26.5.25 l’amministratore ha inviato ai condòmini il verbale
dell’Assemblea del 9.4.25, quindi ben 47 giorni dopo, al quale è stata allegata
una planimetria titolata “planimetria
originale 1° atto di vendita” e dove,
nel punto 5, sono state esposte una serie di premesse e considerazioni su di
essa, tra le quali:
- “non è stato rispettato l’atto originario”;
- “Il punto da cui si deve partire sono gli atti originali, il regolamento
contrattuale, le planimetrie allegate a detto regolamento e c’è da dire che
anche la situazione attuale non rispecchia in tutto questi documenti”;
- “Viene esposta nel dettaglio la situazione iniziale e modifiche di fatto
apportate” (cosa che almeno non ricordo che sia stata fatta).
Quindi è stato ammesso anche nel verbale che la “planimetria originale” non è
mai stata conforme allo stato di fatto.
In ogni caso partendo dalla “planimetria originale” è stata proposta la
cosiddetta
SOLUZIONE. E poi è stato proposto di “fare delle osservazioni sulle
planimetrie di proposta di soluzione che verranno inviate col verbale e poi si
cercherà di concludere, le osservazioni dovranno essere inviate entro il 30
giugno e poi il Consiglio elabora.” Mentre, come ho scritto sopra, in assemblea
l'amministratore aveva detto che avrebbe inviato la planimetria del primo atto
di vendita, dalla quale i condòmini avrebbero potuto proporre le proprie idee,
da inviare entro il 30 giugno. Inoltre ha scritto che “Tutti unanimemente
sono favorevoli a portare avanti questo studio”, per cui potrebbe sembrare che
sia stata fatta una specie di votazione in merito, mentre aveva solo detto che
tutti sono favorevoli ad aumentare le dimensioni del proprio posto auto, che è
solo un’affermazione generica, che non può non trovare tutti d’accordo. In
verità lo studio
soluzione aprile era appena stato invalidato per l’opposizione dell’ATER,
mentre lo studio
SOLUZIONE è stato sviluppato solo dopo l’assemblea, quindi come potevano
tutti unanimemente essere d’accordo su uno studio che in quel momento non
c’era?
Inoltre non ha riportato la mia contestazione alla sua affermazione che “la
planimetria valida per (la ridistribuzione?) dei posti auto, sia quella allegata
ai contratti di acquisto degli appartamenti del condominio Ai Carpini, che è
stato il primo ad essere costruito”, come si era dichiarato disponibile a
riportare nella sua PEC del 18.4.25. Ma ha riportato solo che “Il sig. Bruniera
dice che come già inviato all’Amministratore lui ha una planimetria a detta sua
valida perché rispecchia lo stato di fatto”, dove pare che la planimetria sia
valida solo per me e non risulta che essa sia stata considerata valida anche dai
due amministratori che l’hanno preceduto, minimizzando quindi la validità di
detta planimetria.
Quindi, come sempre, non ha mantenuto i suoi impegni nei miei confronti!
Comunque ho chiesto alla Generali un avvocato affinché facesse dichiarare la
SOLUZIONE illegale da un giudice, in quanto considerava valida, e
quindi come quella dalla quale partire per le modifiche dei posti auto, la
planimetria originale 1° atto di vendita, anche per il mio condominio,
mentre non lo era. E la Generali, dopo un mese me ne ha assegnato uno di Verona,
col quale mi posso parlare solo via mail. E lui mi ha riferito che posso
ricorrere ad un giudice, solo per atti che ledano i miei diritti, cosa che
ancora non è accaduta. E che quindi accadrà solo se sarà emessa una delibera per
attuare la
SOLUZIONE.
In verità, almeno a mio parere, la scelta della planimetria di partenza, della
quale ho parlato molto qui sopra per contestare la tesi dell’amministratore
(perdendo un sacco di tempo), è un falso problema, perché ciò che conta è la
possibilità di realizzare la ridistribuzione senza l’unanimità perché,
naturalmente, io voterei contro la sua attuazione. Cosa che un avvocato ed un
commercialista che ho consultato, hanno escluso, e sulla quale sto ancora
aspettando una risposta dell’amministratore alla mia mail del 15.7.25.
Comunque nella risposta all’amministratore in merito alle osservazioni
richieste, non ho proprio considerato la planimetria di partenza. Infatti ecco
la mia risposta.
“Non posso accettare che vengano creati i due posti auto segnati alla fine della
strada interna, in quanto non mi permetterebbero di entrare nel passo carraio
verso il mio garage. E non posso accettare neanche il posto auto davanti al mio
garage, in quanto non mi permetterebbe di entrare nel garage.
In ogni caso io non voglio alcuna modifica rispetto a quanto risulta dalla
planimetria allegata al regolamento condominiale allegato all'atto di acquisto
del mio appartamento, per la quale io ho l’uso esclusivo di due posti auto, uno
accanto al mio garage ed un altro sulla destra della serie dei posti auto dietro
al mio condominio, contrassegnati dai numeri 30 e 11. Preciso che detta
planimetria corrisponde allo stato di fatto alla consegna dell'appartamento ed
anche attuale, salvo che per un segno di posto auto segnato sulla sinistra alla
fine della strada interna, che i due amministratori del super condominio che
l'hanno preceduta, hanno considerato come inesistente in quanto non riportato
nel regolamento condominiale, tanto che l'hanno fatto cancellare quando nel 2009
il condomino R.D. l'ha abusivamente segnato sulla strada.
Inoltre la informo che sia perché lei sta presentando una
SOLUZIONE ben sapendo che io non posso accettarla, che perché non mi fido
che poi venga effettuato tutto quanto serve affinché io mantenga legalmente e
realmente l’uso esclusivo dei miei posti auto attuali, in assemblea voterei
contro qualunque proposta di ridistribuzione dei posti auto.”
Comunque ora, come ho scritto sopra, anche per fronteggiare adeguatamente eventuali sgradite e improvvise sorprese, mi sono rivolto ad un avvocato in presenza (quindi non via mail), che potrà intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Fine
Dino Bruniera