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Una guerra condominiale con tutti contro uno! 

Presentazione 

Il 6.11.24 ho inviato una mail all’amministratore del super condominio Comparto PEEP 7.3, L.F., con la quale gli ho segnalato di aver saputo che per allargare i posti auto dei condòmini, stavano studiando una soluzione che prevede di crearne due davanti al passo carraio di accesso al mio garage. Per cui, per evitare quanto accaduto nel 2009, quando un condomino Ai Faggi ha segnato abusivamente un posto auto che in alcuni casi mi impediva un’uscita accettabile dal garage, gli ho esposto i miei timori ed ho chiesto di parlargli. E lui il 14.11.24 mi ha risposto con un “Va bene, vedremo insieme.”.
Ma poi non solo non abbiamo mai visto insieme nulla, ma il 26.5.25, col verbale dell’assemblea del 9.4.25, ha presentato una SOLUZIONE che per allargare i posti auto di tutti i condòmini, prevede proprio due nuovi posti davanti al passo carraio del mio garage ed inoltre di spostare un posto auto davanti alla sua entrata, come risulta dai tre rettangoli disegnati sotto il BLOCCO C della planimetria della SOLUZIONE. E così ha fatto nascere un’aspettativa da parte dei condòmini, perché loro credono che una proposta presentata dall’amministratore sia giusta e realizzabile. Mentre io credo che sia un tentativo da parte loro di derubarmi del mio diritto ad entrare agevolmente nel mio garage, per allargare gratuitamente i loro posti auto. Quindi è iniziata “una guerra condominiale con tutti contro uno”.
Invece, come mi è stato confermato da un avvocato ed un commercialista, per realizzare la SOLUZIONE bisogna effettuare una modifica del regolamento condominiale contrattuale, per la quale serve il voto unanime dei condòmini, quindi anche il mio voto che, naturalmente, non darei mai, per cui la SOLUZIONE non risulta realizzabile. Infatti è proprio per impedire casi di questo genere che la legge prevede l'unanimità.
E allora mi sono chiesto perché l'amministratore abbia presentato la proposta, illudendo quindi i condòmini, almeno a mio parere, e facendo comunque scoppiare una guerra condominiale.
Pertanto il 10.7.25 gli ho inviato una mail con la seguente domanda:
"Allo scopo di allargare i posti auto dei condòmini, lei ha proposto di creare due posti auto proprio davanti al passo carraio di accesso al mio garage e di spostarne un altro davanti alla sua entrata, come risulta dai tre rettangoli disegnati sotto il BLOCCO C della SOLUZIONE allegata.
Ma dato che per realizzarla serve l'unanimità assoluta dei consensi, e quindi anche il mio, che naturalmente non può aspettarsi di ottenere, come pensa sia possibile realizzarla?"
L’11.7.25 l’amministratore mi ha inviato una mail, ma anziché rispondere alla domanda, ha chiesto il rispetto della privacy (inizialmente in questo articolo, che gli ho segnalato, avevo pubblicato i nomi), e cioè:
“Buongiorno signor Bruniera, voglia prendere nota che la pubblicazione di nomi e cognomi e dati sensibili possono ledere il diritto alla privacy: di tanto la informo per le eventuali azioni del caso nei suoi confronti, diffidandola fin d'ora a ledere in qualsiasi modo tali diritti.”
Ed io gli ho risposto, tra l'altro:
"Dopo 27 anni di vita condominiale tranquilla, a causa della sua proposta sui posti auto, è iniziata una guerra condominiale che durerà per sempre. Ma lei non si preoccupa della guerra, ma della privacy!”
Il 15.7.25 l'amministratore mi ha risposto, dicendo, tra l'altro:
“La diffido inoltre dal diffondere e sostenere notizie errate tipo " che sono io a fare proposte". Niente di più errato.”
Lo stesso giorno io gli ho risposto, dicendo, tra l'altro:
"Per quanto riguarda la sua affermazione che non è lei a fare proposte, a mio parere se lei tesse gli elogi su tutto il lavoro svolto dall'autore e lo ringrazia ("Quindi con tutte queste premesse è stato fatto un lavoro per il quale si ringraziano i Consiglieri che si sono interessati, in particolare il sig. B. che ha anche supportato tutto il lavoro con ripetuti schizzi, soluzioni e proposte su cui riflettere: ... ") e poi presenta i suoi risultati, significa che fa suoi i risultati e, quindi, la proposta.
Comunque credo di poter almeno dire che lei ha presentato quella proposta e che quindi ritiene che possa essere realizzata, naturalmente legalmente.
Per cui modifico la domanda, come segue:
Allo scopo di allargare i posti auto dei condòmini, lei ha presentato la proposta di creare due posti auto proprio davanti al passo carraio di accesso al mio garage e di spostarne un altro davanti alla sua entrata, come risulta dai tre rettangoli disegnati sotto il BLOCCO C della SOLUZIONE allegata.
Ma dato che per realizzarla serve l'unanimità assoluta dei consensi, e quindi anche il mio, che naturalmente non può aspettarsi di ottenere, come pensa sia possibile realizzarla?"
In pratica l'amministratore, anziché rispondere alla mia domanda, mi ha contestato sulla privacy (per cui, dopo essermi informato ho sostituito i nomi con le iniziali) e dicendo che non è stato lui a fare la proposta (ma l’ha presentata). Pertanto almeno fino a quando non risponderà in modo preciso, debbo ritenere che per lui la SOLUZIONE sia realizzabile anche senza l’unanimità, perché se l’ha presentata sapendo che io voterei contro, significa che ha ritenuto che non serva l’unanimità.

Nel verbale dell’assemblea del 9.4.25 è stata allegata la planimetria originale 1° atto di vendita, che è stata presentata come quella dalla quale si debba partire per ridistribuire i posti auto ed io ho cercato di contestarla sia in assemblea che nelle mie mail successive ma, come dimostrerò più avanti, si tratta di un falso problema, perché ciò che conta è la possibilità di realizzare la ridistribuzione senza l’unanimità, cosa che l’avvocato ed il commercialista che ho consultato hanno escluso ma che l’amministratore implicitamente sostiene.
In conclusione dato che la delibera all’unanimità non è ottenibile in quanto io voterei contro, nel caso di delibera senza l’unanimità io dovrò impugnarla affinché venga annullata, facendo cadere le aspettative dei condòmini e mettendomeli contro, inasprendo così la guerra condominiale.
In ogni caso io mi sono rivolto ad un avvocato direttamente (quindi senza passare per la Generali) per ottenere un rapido intervento nel caso in cui l’amministratore voglia realizzare la SOLUZIONE
anche senza la delibera dell’assemblea. Perché dato che non rispetta gli impegni e non risponde alle domande, ho paura di poter trovarmi tre posti auto segnati davanti al passo carraio ed al mio garage, improvvisamente, come è già accaduto nel 2009 per il caso del sopra citato posto auto abusivo. 

Io ho più di 80 anni e da quando ne avevo 17 ho sempre lavorato, ed ancora ora sto svolgendo un’attività che mi fa guadagnare discretamente, ed ho acquistato il mio appartamento, con tutti i suoi diritti, naturalmente pagandoli adeguatamente. Ma ora l’amministratore vorrebbe togliermeli per regalare dello spazio per i posti auto agli altri condomini.
Ma i miei condomini hanno acquistato i loro appartamenti con i posti auto di una determinata larghezza e non hanno alcun diritto di allargarla a scapito del mio diritto ad entrare agevolmente nel mio garage, che ho acquistato e pagato.
In breve i miei condòmini non hanno alcun diritto di togliermi i miei diritti e quindi l’amministratore non ha alcun diritto di presentare proposte che lo facciano.
Ma è giusto che io, assieme alla mia compagna, non possa vivere tranquillamente nel mio appartamento i miei ultimi anni, ma debba subire tensioni e perdere tempo e denaro, per difendere i miei diritti da un amministratore?
Ma l’amministratore rispetta il codice deontologico stabilito dall’Associazione Nazionale degli Amministratori di Condominio (ANACI)?
Ed è per segnalare al mondo, ANACI compresa, questa ingiustizia, che ho pubblicato questo articolo, anche in lingua inglese, nel mio vecchio sito “trecimedilavaredo.ue”, che sto usando per diffondere i miei articoli di astrofisica. Infatti l’articolo si può trovare usando il nome del sito, sia con gli smartphone che con i tablet, tramite le App Safari, Crome e Google. Mentre con i PC si può trovare solo tramite Crome. Ma poiché sto migrando gli articoli dall’attuale sito ad un altro più compatibile con Google, in futuro si potrà trovare anche digitando il titolo dell’articolo o parole chiave come “comparto peep 7.3”.
Ma lo divulgherò anche tramite Twitter, nel quale ho un utente con centinaia di follower, con il mio sito allacciato. 

In merito alla giustizia civile, l’Italia è molto indietro rispetto al mondo occidentale, ma credo che questo caso contribuirà a farla andare indietro anche rispetto a tutto il mondo, com’è giusto che sia. 

Ed ora qui di seguito racconterò la storia, per chi avrà la pazienza di leggerla.
 

Storia 

Il 28.5.1998 ho firmato l’atto di acquisto di un appartamento del condominio Ai Tigli, che assieme ad altri tre condomìni (Ai Carpini, Ai Faggi e Cometa (di proprietà dell’ATER Treviso)) fa parte del supercondominio Comparto PEEP 7.3, situato a Treviso in via Mantovani Orsetti.
Poiché sono stato il primo ad impegnarmi ad acquistare un appartamento del comparto, rischiando di perdere l’anticipo se il costruttore fosse fallito (come infatti è accaduto per fortuna dopo la costruzione del condominio), ho potuto scegliere il meglio (naturalmente pagandolo) e cioè un appartamento relativamente grande all’ultimo piano e col sottotetto di proprietà esclusiva, un garage doppio e due posti auto, uno accanto al garage e senza problemi di misure ed un altro accanto ad un marciapiede e quindi con meno problemi di misure degli altri.
Per cui non ho alcuna necessità di allargare i miei posti auto. Ma affermano di averla i miei condòmini, anche se sapevano le misure dei posti auto quando hanno acquistato i loro appartamenti. Ma ora, anziché acquistare un'auto con le dimensioni adeguate, grazie all'amministratore vorrebbero far allargare i loro posti auto, anche togliendomi la possibilità di un accesso accettabile al mio garage. 

Un antefatto a questo episodio, risale al settembre del 2009, quando improvvisamente mi sono trovato un segno di un posto auto sulla sinistra della fine della strada interna, vicino al passo carraio di accesso al mio garage, che se occupato mi causa notevoli difficoltà soprattutto in uscita, nel caso che il posto auto accanto al garage sia occupato (dovrei fare un lungo tratto in retromarcia ad U, con scarsa visibilità).
In quell’occasione mi ero rivolto all’amministratore Ai Faggi, F.D., per scoprire il nome dell’autore dei segni, perché intendevo denunciarlo in questura presso la quale mi ero già informato, ma egli non mi ha fornito il nome e mi ha risposto “che è stato ripristinato un posto macchina come da mappe originali come posto di servizio usato prevalentemente dal condominio Ai Faggi”, mentendo, come gli ho dimostrato nella risposta che gli ho inviato. Perché quel posto auto non è mai esistito realmente ed il residuo di segno che si vedeva, era dovuto ad una cancellazione mal riuscita di un posto auto segnato per errore, assieme ad altri due vicini ad esso.
Poi mi sono rivolto all’amministratore del super condominio di allora, R.D., che mi ha manifestato la sua intenzione ad intervenire a mio favore, per cui ho preferito non fare la denuncia in questura. Il 28.10.11 gli ho consegnato anche una lettera a mano che dimostra che i residui di segno di quel posto auto erano dovuti ad un errore, anche grazie ad una foto del 2005. Comunque è risultato che il posto auto segnato abusivamente, risulta anche nella planimetria allegata al regolamento condominiale, ma non è citato nel regolamento, per cui l’amministratore l’ha definito come abusivo ed ha diffidato l’autore, F.D., che intanto si era autodenunciato in un'assemblea, a cancellare i relativi segni (assemblee 2011 e 2014), cosa che lui non ha voluto fare, ma senza subire alcuna sanzione.
Poi i segni sono stati fatti cancellare dall’amministratore L.G., che gli è succeduto dopo la sua rinuncia per motivi personali, ma quindi dopo più di 5 anni.
In conclusione chi ha commesso l’abuso non ha subito alcuna sanzione, mentre il sottoscritto ha comunque subito i relativi disagi.
In quell’occasione, dato che ho rilevato alcune imprecisioni nella planimetria allegata al mio atto di acquisto, l’ho corretta in modo tale che riflettesse lo stato di fatto alla consegna degli appartamenti dei condomìni Ai Tigli e Ai Faggi. Per cui ne ho ottenuta un’altra, che ho denominato come planimetria di fatto e che riflette anche lo stato di fatto attuale, in quanto non è stato mai modificato durante 27 anni, per cui la planimetria di fatto risulta valida anche solo per usucapione. Rispetto alla planimetria allegata al regolamento condominiale, tra l’altro, non contiene il segno del posto auto abusivo, per cui risulta perfettamente compatibile col regolamento.
Poi l’ho allegata alla lettera del 28.10.11 all’amministratore R.D., ed il fatto che sia lui che l’amministratrice successiva, L.G., abbiano agito per far cancellare il posto auto abusivo, dimostra che l’hanno considerata valida.
In seguito la vita condominiale è scorsa tranquillamente anche perché l’amministratrice L.G. svolgeva correttamente i suoi compiti, convocando regolarmente le assemblee e inviando i relativi verbali entro i normali 10 giorni. Fino al 10.3.22 quando l’assemblea, su proposta del condomino F.P., ha nominato amministratore L.F. di Caorle, in quanto L.G. sarebbe stata troppo ligia rispetto alle regole, tanto da non consentire ai condòmini di cambiare da soli le lampadine dei lampioni dato che non sono assicurati contro gli infortuni sul lavoro.
Comunque in quell’occasione io ho votato a favore della sua permanenza e l’ho ringraziata del buon lavoro svolto. E non ero solo. E da allora le cose sono cambiate, tanto che, per esempio, i verbali delle assemblee vengono inviati in media dopo 39 giorni dal loro svolgimento, quindi dopo i 30 giorni entro i quali si potrebbe ricorrere contro le delibere, cosa che dovrò tener ben presente alle prossime assemblee.  
 

Comunque i miei problemi attuali sono iniziati durante l’assemblea del 5.6.24, quando il condomino Ai Faggi, R.D., cioè quello che aveva segnato il posto auto abusivo sopra citato, si è lamentato che i posti auto assegnati al suo condominio sono meno larghi di altri e l’amministratore ha promesso di fare delle verifiche.
In quell’occasione mi sono offerto di fornire planimetrie ed informazioni in mio possesso in quanto, come ho scritto sopra, nel 2009 ho dovuto fare delle ricerche per far cancellare il posto auto abusivo.
Però non sono stato contattato. Ma non ero preoccupato perché non ritenevo che delle verifiche sui posti auto comportassero problemi per me.
Invece il 6.11.24 il mio condomino M.C. mi ha riferito che era stato studiato un progetto per allargare i posti auto, che prevedeva due nuovi posti davanti al passo carraio di accesso al mio garage, consentendomi di entrare solo con estrema difficoltà e solo se il posto auto accanto al garage fosse stato libero e, inoltre, mi ha detto che sono “segnato”, cosa che io ho interpretato come un’”intimidazione” a non oppormi. Ma poiché io non accetto intimidazioni, mi sono infuriato, tanto che ho deciso di non avere più a che fare con lui, dopo 26 anni nei quali siamo andati d’accordo.
Pertanto, per non rischiare di subire problemi simili a quello del posto auto abusivo sopra citato, ho telefonato subito all’amministratore ed ho parlato con una sua impiegata, che mi ha chiesto di mandargli tutta la documentazione in mio possesso. Per cui gli ho inviato una mail con la copia della lettera all’amministratore del 28.10.11 e ben 5 planimetrie, quella di fatto compresa, ed ho chiesto di parlare con l’amministratore. Che mi ha promesso di farlo con un “vedremo insieme”. Ma non l’ha mai fatto!
Ma poco dopo ho ricevuto una mail con la planimetria del progetto, dalla quale risultava una soluzione meno invasiva di quanto mi era stato riferito, in quanto i due nuovi posti auto sarebbero stati creati soprattutto in uno spazio condominiale verde, in modo da consentirmi comunque un accesso accettabile al garage anche se meno agevole (soluzione aprile). Successivamente sono stato contattato anche dall’autore del progetto, geometra G.B., condomino da poco, che mi ha illustrato la soluzione. Ed in una mail che ho inviato all’amministratore l’1.4.25, ho considerato le esigenze degli altri condomini ed ho espresso la disponibilità ad accettare la soluzione, anche se solo dopo aver risolto il problema dell’“intimidazione” che ho ritenuto di aver subito. Ma non sono stato contattato.
Comunque il 9.4.25 è stata convocata un’assemblea nella quale doveva essere discussa e poi poteva essere anche approvata una “Proposta di ridistribuzione posti auto”, quella meno invasiva già citata sopra (soluzione aprile), che prevedeva 5 nuovi posti auto che avrebbero consentito agli altri di allargarsi. Ma essa non è stata neanche discussa, in quanto si è dimostrata già da subito irrealizzabile per l’indisponibilità dell’ATER ad accettarla. 

E qui sono iniziati nuovi problemi per me!
Perché durante l’assemblea l’amministratore ha detto che avrebbe inviato ai condòmini la planimetria allegata agli atti di acquisto del condominio Ai Carpini, che poteva essere la planimetria Ai Carpini che mi era stata consegnata nel 2009 dal suo amministratore R.D.. Ed a partire da essa tutti avrebbero potuto fare proposte per allargare i posti auto.
In particolare, per quanto mi riguarda, detta planimetria prevede due posti auto proprio davanti all’entrata del mio garage, uno di larghezza adeguata ed un altro di metà larghezza, che evidentemente sono stati segnati solo per completare il numero dei posti auto previsti dal regolamento condominiale.
Durante l’assemblea del 9.4.25 io sono intervenuto per contestare la validità di detta planimetria come di partenza per le modifiche dei posti auto, ed ho proposto quella di fatto, ma l’amministratore ha ignorato il mio intervento, che comunque è stato recepito dal presidente dell’assemblea, G.B..
Ma già il giorno successivo il consigliere F.P., che partecipa agli studi per la ridistribuzione dei posti auto, mi ha riferito che dopo l’assemblea era stato deciso di creare i due nuovi posti auto davanti al passo carraio, in quanto la soluzione meno invasiva era troppo costosa e che io avrei dovuto accettare. Per cui ho scritto all’amministratore per dirgli che ero “stufo di subire intimidazioni e pressioni” e per segnalargli la mia contestazione in assemblea, precisando anche che in base alla planimetria da lui considerata come di partenza, due posti auto non avrebbero consentito l'accesso al mio garage. Ma non ho ricevuto alcuna risposta.
A quel punto ho parlato con la consulenza legale “Pronto Avvocato” della Generali, con la quale ho in corso una polizza per la protezione legale, che mi ha riferito che nel mio caso la planimetria da considerare come valida per le modifiche, è quella allegata al mio atto di acquisto. E poi mi ha consigliato di inviare una PEC all’amministratore per invitarlo ad inserire il mio intervento nel verbale dell’assemblea. Cosa che ho fatto il 15.4.25 precisando quanto segue:
“Nel mio intervento ho contestato quanto sostenuto dal geometra G.B. e cioè, se ho capito bene, che la planimetria valida per (la ridistribuzione?) dei posti auto, sia quella allegata ai contratti di acquisto degli appartamenti del condominio Ai Carpini, che è stato il primo ad essere costruito.
Comunque io ho sostenuto che la planimetria valida per i condomini Ai Tigli e Ai Faggi, sia quella che riflette la situazione di fatto al momento dell’acquisto degli appartamenti, e cioè 27 anni fa, e che non è stata mai modificata.”.
L’amministratore mi ha risposto il 18.4.25 con una PEC, dichiarandosi disponibile ad inserire il mio intervento, ma insistendo sulla validità della “sua” planimetria, giustificandolo che “se al primo atto è stato allegato una planimetria tutti i successivi necessariamente devono rifarsi a quello” e dicendomi di verificare.
A mia volta gli ho risposto il 22.4, 23.4 e 26.4, affermando, tra l’altro, di aver fatto la verifica, ma che sia un legale che un commercialista mi hanno assicurato che la planimetria di partenza valida è quella allegata al mio atto di acquisto. Ma l’amministratore non ha risposto.
Comunque il 26.5.25 l’amministratore ha inviato ai condòmini il verbale dell’Assemblea del 9.4.25, quindi ben 47 giorni dopo, al quale è stata allegata una planimetria titolata “planimetria originale 1° atto di vendita” e dove, nel punto 5, sono state esposte una serie di premesse e considerazioni su di essa, tra le quali:
- “non è stato rispettato l’atto originario”;
- “Il punto da cui si deve partire sono gli atti originali, il regolamento contrattuale, le planimetrie allegate a detto regolamento e c’è da dire che anche la situazione attuale non rispecchia in tutto questi documenti”;
- “Viene esposta nel dettaglio la situazione iniziale e modifiche di fatto apportate” (cosa che almeno non ricordo che sia stata fatta).
Quindi è stato ammesso anche nel verbale che la “planimetria originale” non è mai stata conforme allo stato di fatto.
In ogni caso partendo dalla “planimetria originale” è stata proposta la cosiddetta SOLUZIONE. E poi è stato proposto di “fare delle osservazioni sulle planimetrie di proposta di soluzione che verranno inviate col verbale e poi si cercherà di concludere, le osservazioni dovranno essere inviate entro il 30 giugno e poi il Consiglio elabora.” Mentre, come ho scritto sopra, in assemblea l'amministratore aveva detto che avrebbe inviato la planimetria del primo atto di vendita, dalla quale i condòmini avrebbero potuto proporre le proprie idee, da inviare entro il 30 giugno. Inoltre ha scritto che “Tutti unanimemente sono favorevoli a portare avanti questo studio”, per cui potrebbe sembrare che sia stata fatta una specie di votazione in merito, mentre aveva solo detto che tutti sono favorevoli ad aumentare le dimensioni del proprio posto auto, che è solo un’affermazione generica, che non può non trovare tutti d’accordo. In verità lo studio soluzione aprile era appena stato invalidato per l’opposizione dell’ATER, mentre lo studio SOLUZIONE è stato sviluppato solo dopo l’assemblea, quindi come potevano tutti unanimemente essere d’accordo su uno studio che in quel momento non c’era?
Inoltre non ha riportato la mia contestazione alla sua affermazione che “la planimetria valida per (la ridistribuzione?) dei posti auto, sia quella allegata ai contratti di acquisto degli appartamenti del condominio Ai Carpini, che è stato il primo ad essere costruito”, come si era dichiarato disponibile a riportare nella sua PEC del 18.4.25. Ma ha riportato solo che “Il sig. Bruniera dice che come già inviato all’Amministratore lui ha una planimetria a detta sua valida perché rispecchia lo stato di fatto”, dove pare che la planimetria sia valida solo per me e non risulta che essa sia stata considerata valida anche dai due amministratori che l’hanno preceduto, minimizzando quindi la validità di detta planimetria.
Quindi, come sempre, non ha mantenuto i suoi impegni nei miei confronti!
Comunque ho chiesto alla Generali un avvocato affinché facesse dichiarare la SOLUZIONE illegale da un giudice, in quanto considerava valida, e quindi come quella dalla quale partire per le modifiche dei posti auto, la planimetria originale 1° atto di vendita, anche per il mio condominio, mentre non lo era. E la Generali, dopo un mese me ne ha assegnato uno di Verona, col quale mi posso parlare solo via mail. E lui mi ha riferito che posso ricorrere ad un giudice, solo per atti che ledano i miei diritti, cosa che ancora non è accaduta. E che quindi accadrà solo se sarà emessa una delibera per attuare la SOLUZIONE.
In verità, almeno a mio parere, la scelta della planimetria di partenza, della quale ho parlato molto qui sopra per contestare la tesi dell’amministratore (perdendo un sacco di tempo), è un falso problema, perché ciò che conta è la possibilità di realizzare la ridistribuzione senza l’unanimità perché, naturalmente, io voterei contro la sua attuazione. Cosa che un avvocato ed un commercialista che ho consultato, hanno escluso, e sulla quale sto ancora aspettando una risposta dell’amministratore alla mia mail del 15.7.25.
Comunque nella risposta all’amministratore in merito alle osservazioni richieste, non ho proprio considerato la planimetria di partenza. Infatti ecco la mia risposta.
“Non posso accettare che vengano creati i due posti auto segnati alla fine della strada interna, in quanto non mi permetterebbero di entrare nel passo carraio verso il mio garage. E non posso accettare neanche il posto auto davanti al mio garage, in quanto non mi permetterebbe di entrare nel garage.
In ogni caso io non voglio alcuna modifica rispetto a quanto risulta dalla planimetria allegata al regolamento condominiale allegato all'atto di acquisto del mio appartamento, per la quale io ho l’uso esclusivo di due posti auto, uno accanto al mio garage ed un altro sulla destra della serie dei posti auto dietro al mio condominio, contrassegnati dai numeri 30 e 11. Preciso che detta planimetria corrisponde allo stato di fatto alla consegna dell'appartamento ed anche attuale, salvo che per un segno di posto auto segnato sulla sinistra alla fine della strada interna, che i due amministratori del super condominio che l'hanno preceduta, hanno considerato come inesistente in quanto non riportato nel regolamento condominiale, tanto che l'hanno fatto cancellare quando nel 2009 il condomino R.D. l'ha abusivamente segnato sulla strada.
Inoltre la informo che sia perché lei sta presentando una SOLUZIONE ben sapendo che io non posso accettarla, che perché non mi fido che poi venga effettuato tutto quanto serve affinché io mantenga legalmente e realmente l’uso esclusivo dei miei posti auto attuali, in assemblea voterei contro qualunque proposta di ridistribuzione dei posti auto.” 

Comunque ora, come ho scritto sopra, anche per fronteggiare adeguatamente eventuali sgradite e improvvise sorprese, mi sono rivolto ad un avvocato in presenza (quindi non via mail), che potrà intervenire tempestivamente in caso di necessità.  

Fine 

Dino Bruniera