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Formula della gravitazione universale compatibile con l’Universo di quanti di spazio

Riassunto

Attualmente le formule sulla gravitazione sostenute dalla Comunità Scientifica, si basano su un modello di Universo fondato sulla curvatura dello spazio-tempo della Relatività Generale.
Ma poiché non riesco ad accettare detto modello in quanto lo ritengo irrealistico, ho ipotizzato un modello di Universo composto da quanti di spazio, che ho presentato in due miei articoli.
Ed ora, con questo articolo, presento una formula della gravità universale basata su detto modello.
Valorizzando adeguatamente le costanti della formula, potrebbe essere possibile giustificare determinati movimenti degli oggetti celesti, anche senza la necessità di ipotizzare l’esistenza della materia e dell’energia, oscure?


Premessa

Attualmente le formule sulla gravitazione sostenute dalla Comunità Scientifica (CS), si basano su un modello di Universo fondato sulla curvatura dello spazio-tempo della Relatività Generale (RG).
Ma poiché non riesco ad accettare detto modello in quanto lo ritengo irrealistico, ho ipotizzato un modello di Universo composto da quanti di spazio, che ho dimostrato tramite formule e simulazioni, in due articoli (1, 2).
Ed ora, con questo articolo, presento una formula sulla gravità universale, basata su detto modello di Universo.
Per comodità degli eventuali lettori, presento brevemente detto modello qui di seguito (naturalmente chi volesse saperne di più, può leggere i miei articoli).

L’Universo si può immaginare come un’immensa sfera composta da un’infinità di quanti di spazio che si stanno espandendo, causando l’espansione dell’Universo stesso.
La velocità di espansione tende ad essere la stessa in tutti i luoghi dell’Universo, per cui ogni luogo si allontana da ogni altro luogo con una velocità che “tende” a dipendere dalla distanza: più sono lontani e più velocemente si allontanano tra di loro.
Ho scritto che la velocità "tende" ad essere la stessa e, quindi, che non è esattamente la stessa, in quanto l'espansione dei quanti di spazio viene influenzata anche dalla materia, che non è distribuita in modo uniforme in tutto l'Universo.
La materia è composta da quanti di spazio compressi, che riducendo le loro dimensioni consentono ai quanti vicini e poi via via a quelli sempre più lontani, di espandersi di più.
Il risultato è un ambiente nel quale i quanti di spazio vicini agli oggetti materiali, sono più espansi di quelli via via più lontani.
Gli insiemi di quanti che compongono gli oggetti materiali, tendono ad espandersi in direzione dei quanti più espansi, quindi ogni oggetto tende a muoversi verso altri oggetti.
Pertanto i quanti di spazio situati tra gli oggetti celesti, sono più espansi rispetto a quelli situati lontano dagli oggetti celesti, per cui l’espansione nativa dei quanti di spazio non può far aumentare la distanza tra gli oggetti, in quanto viene compensata dalla loro tendenza a muoversi verso dove i quanti di spazio sono più espansi e quindi verso altri oggetti celesti.
Quindi gli oggetti celesti che fanno parte delle galassie, non si allontanano tra di loro, non perché lo spazio interno alle galassie non si espande, come viene sostenuto dalla CS, ma perché i quanti di spazio all’interno delle galassie sono più espansi di quelli esterni ad esse.


Formule sulla gravitazione

Quanto sopra giustifica la gravità in una modalità assimilabile a quella ipotizzata dalla Relatività Generale (RG), ma più realistica, in quanto la materia non incurva irrealisticamente lo spazio-tempo, ma fa aumentare l’espansione dei quanti di spazio, ed un oggetto non è irrealisticamente guidato dalla curvatura dello spazio-tempo, ma è “attirato” dai quanti di spazio più espansi.
In poche parole, quindi, l’irrealistica curvatura dello spazio-tempo viene sostituita dalle più realistiche compressioni ed espansioni dei quanti di spazio.
Pertanto le formule matematiche previste per la RG, potrebbero valere anche per questo modello di Universo.
Ciò nonostante vorrei fare delle considerazioni sulla formula della gravitazione universale di Newton e proporre delle modifiche, in quanto essa potrebbe influenzare i calcoli relativi alle curvature dello spazio-tempo della RG per le lunghe distanze.
Perché essa non risulta compatibile con questo modello di Universo, perché questo prevede due cause per l’espansione dei quanti di spazio (che giustifica il campo gravitazionale):
- quella dovuta alla presenza della materia, per la quale i quanti di spazio si espandono senza contribuire ad espandere l’Universo (perché la loro espansione viene bilanciata dalla compressione dei quanti che costituiscono la materia);
- quella dovuta all’espansione nativa dei quanti di spazio, per la quale i quanti di spazio si espandono facendo espandere anche l’Universo.

Per cui è necessario modificare la formula della gravità universale di Newton, per tenerne conto.

La formula attuale della gravità universale è la seguente:

Dalla quale ricavo quella dell’accelerazione di gravità per un oggetto di piccola massa, e cioè:

dove:
- g è l’accelerazione di gravità;
- G è una costante gravitazionale universale;
- M è la massa di un ipotetico oggetto celeste;
- d  è la distanza dell’oggetto di piccola massa.

Ma questa formula riguarda solo l’accelerazione relativa all’espansione dei quanti dovuta alla presenza della materia, pertanto non comprende quella relativa all’espansione nativa dei quanti di spazio, che va in direzione contraria e, quindi, si oppone alla forza di gravità.

Per cui la formula dell’accelerazione di gravità completa, in base al mio modello di Universo, è la seguente:

dove E è una costante di accelerazione dovuta all’espansione dello spazio, che è la stessa per tutto l’Universo e che si riduce nel tempo in funzione della decelerazione dell'espansione dell'Universo, e che va valorizzata in base alle osservazioni.
Ma per far tornare i conti bisogna aumentare il valore della costante gravitazionale, in quanto il valore g da ricavare, è dovuto anche al valore della costante di accelerazione.  

Quindi si tratta di valorizzare le due costanti della formula, in modo che i suoi risultati siano compatibili con le osservazioni, le quali dimostrano che nelle lunghe distanze il valore di g non è perfettamente inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Come nel caso degli oggetti celesti più esterni alle galassie.
Inoltre dalla formula risulta che una volta superata una determinata distanza, il valore relativo all’accelerazione dovuta all’espansione dello spazio, supera il valore dovuto alla gravitazione, per cui risulta che l’oggetto di piccola massa si allontana dall’oggetto celeste. Come risulta dalle osservazioni.
Pertanto valorizzando adeguatamente le costanti della formula, non potrebbe essere possibile giustificare determinati moti degli oggetti celesti, anche senza la necessità di ipotizzare l’esistenza della materia e dell’energia, oscure?


Riferimenti

1. Dino Bruniera – Ogni luogo dello spazio in espansione, è il sistema di riferimento privilegiato per l’eventuale oggetto che vi stesse transitando ;
2
. Dino Bruniera – Un’altra strada verso la verità sul funzionamento dell’Universo ;
 


Dino Bruniera

E-mail: dino.bruniera@gmail.com


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